La cannabis come fulcro centrale nella medicina

Giu 30, 20 La cannabis come fulcro centrale nella medicina

Per lungo tempo tema di un dibattito tra diversi schieramenti, finalmente la cannabis ha avuto il riconoscimento terapeutico che da diverso tempo aspettava. In Italia sono ormai diversi anni che viene usata a scopo medico ed è utile quindi fornire alcuni chiarimenti per evitare che possano ancora essere presenti alcuni dubbi sull’argomento, specificando che sul portale
https://thewolfofcbd.it/cannabis/ è presente un’ampia gamma di articoli che possono essere utilizzati anche per finalità terapeutiche.

Perché usare la cannabis legale in medicina

Già da diversi anni la cannabis viene utilizzata in medicina per contrastare e alleviare i sintomi di alcune patologie quali il dolore provocato dalle lesioni del midollo spinale o causato dalla sclerosi multipla, il dolore cronico di origine neurologica o il glaucoma. Nonostante però siano passati più di 10 anni dal suo primo utilizzo, ancora oggi ci sono diverse difficoltà nell’uso della stessa, nelle diverse fasi dalla prescrizione fino al reperimento in farmacia. In realtà, nonostante la presenza di alcune linee guida emanate dal Ministero della Salute, non sono ancora chiari alcuni passaggi del processo produttivo, soprattutto per ciò che riguarda il rapporto tra il THC e il CBD. Proprio per questo motivo è necessario fare un po’ di chiarezza sull’argomento.
A partire dalle patologie per le quali è consentito l’uso della cannabis legale, in quanto i derivati della canapa non rappresentano una vera e propria terapia farmacologica ma piuttosto il loro uso permette di alleviare tutta la sintomatologia del dolore cronico, per controllare nausea e vomito che deriva dalla sottoposizione a chemioterapia nonché per altre patologie di origine neurologica.
All’inizio della sperimentazione, la cannabis ad uso medico non era di provenienza italiana ed era prevalentemente di origine olandese; oggi invece buona parte di quella utilizzato a scopo terapeutico è prodotta dall’Istituto Farmaceutico Militare di Firenze ed è identificato dalla sigla FM2.

Principali effetti terapeutici e dove poterla reperire

L’assunzione della cannabis ad uso terapeutico ha prevalentemente un effetto analgesico e miorilassante; inoltre grazie ad un elevato contenuto di CBD si associano anche effetti di natura ansiolitica. In ogni caso, come indicato dalla maggior parte degli esperti, non esistono ancora indicazioni precise sui dosaggi da poter utilizzare anche se è ormai conclamato che dosaggi più bassi, soprattutto in termini di THC, sono particolarmente indicati per contrastare gli effetti di nausea, vomito e anoressia, mentre invece una maggiore presenza di questo elemento è raccomandata nei casi di spasmi muscolari e di contrasto al dolore in genere.
La prescrizione della cannabis ad uso terapeutico può essere eseguita da qualsiasi medico abilitato, attraverso una prestazione non ripetibile, anche se allo stato attuale i maggiori impieghi dei derivati della canapa si riscontrano all’interno della struttura ospedaliera nell’ambito della terapia del dolore. Una volta ottenuta la prescrizione, la preparazione della cannabis può avvenire all’interno di una farmacia che abbia a disposizione un laboratorio di galenica.
La cannabis terapeutica può essere preparata in diversi modi anche se quelle maggiormente utilizzate sono quelle sotto forme di cartine da inserire all’interno di tisana o quelle per vaporizzazione da utilizzare proprio attraverso vaporizzatori. Negli ultimi anni, la cannabis è stata estratta anche sotto forma di olio di oliva da utilizzare in bevande e tisane, anche se i suoi effetti terapeutici non sono stati ancora del tutto riconosciuti.
Sul sito https://thewolfofcbd.it/cannabis/ è disponile una gamma molto ampia di prodotti al CBD che possono essere usati anche in ambito medico. Tutti i prodotti sono ottenuti nei limiti della presenza di THC così come indicato dalla normativa vigente e con una percentuale variabile di CBD. Le diverse varietà proposte sono coltivate su suoli puri e privi di contaminazione e sono certificate in modo da poter essere utilizzate in ambito medico senza alcun tipo di problema.