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Nov 19, 17 ischia offerte

Chi ha già visitato Isola d’Ischia in inverno avrà sicuramente potuto apprezzare il clima mite, i bagni in mare da novembre a gennaio, i benefici delle sue acque termali, l’ospitalità degli ischitani e la bontà straordinaria dei vini e della gastronomia locale.

Chi invece non è ancora stato in vacanza sull’isola può approfittare proprio della stagione invernale per visitare alcuni luoghi che in estate tra vita da spiaggia e mare, difficilmente riuscirebbe a vedere.

Perchè conoscere Isola d’Ischia significa entrare nell’anima di un territorio del tutto particolare e lo puoi fare nel migliore dei modi alloggiando in hotel ischia.

Ad esempio la storia di alcune vie antiche sono tuttora poco conosciute perfino dagli abitanti. Una di queste è Via Giorgio Corafà.

Questa strada è stata per secoli la sola via di collegamento tra il borgo di Testaccio e la spiaggia dei Maronti. La strada prende il nome dal generale Giorgio Corafà che la fece costruire nel Settecento.

Giorgio Corafà che era vicerè del Regno delle Due Sicilie, decidendo di curare i propri malanni nel sudatorio di Testaccio, aveva fatto edificare la strada per poter raggiungere facilmente il sito dalla spiaggia.

Il Sudatorio era conosciuto fin dall’epoca romana, ed era già stato oggetto di studio da parte di specialisti, uno su tutti Giulio Iasolino.

Il medico che nel Cinquecento ne aveva già analizzate e illustrate le straordinarie proprietà terapeutiche.

Il sudatorio altro non è che una stufa naturale, il cui vapore caldo che esce dalle crepe delle pareti in roccia tufacea, soffia in direzione di una specie di vasca dalla forma raccolta detta appunto sudatorio.

Un’altra strada da conoscere perchè porta a un geosito tra i più importanti dell’isola è Via Andrea Mattera. La strada oltre ad essere una tra le passeggiate più caratteristiche dell’Isola d’Ischia, inizia davanti alla chiesa del borgo di Serrara Fontana e porta a due diramazioni: una prosegue in direzione Sant’Angelo ed è piuttosto battuta, l’altra a un certo punto prende il nome di Via Iesca e prima di finire direttamente sulla spiaggia dei Maronti, costeggia il parco termale naturale di Cavascura, un luogo incantevole, anch’esso già frequentato in epoca romana.

A Cavascura sembra di essere in Cappadocia, guglie e pinnacoli disegnati dall’erosione del vento, svettano nel cielo limpido, le pareti a picco che costeggiano la stradina hanno pendenze vertiginose.

Questa strada che non è molto turistica ed è conosciuta prevalentemente da escursionisti e appassionati di archeologia.

Il fascino di Cavascura è legato alle tantissime abitazioni rupestri, a testimoniare che in epoca antica anche gli uomini di Isola d’Ischia si proteggevano in grotte e caverne.

Da vedere assolutamente i Pizzi Bianchi, un sito tra i meno conosciuti perfino dagli ischitani. Tanti ne hanno sentito parlare, pochi coloro che li hanno visitati di persona.

Il percorso parte dal borgo di Noia, un minuscolo villaggio contadino.

All’ingresso di Noia sono visibili le indicazioni per raggiungere i Pizzi Bianchi ai quali si arriva da Via Casale.

I Pizzi Bianchi sono sculture naturali che somigliano ai Camini delle Fate in Turchia.

Calandosi nella forra, la profonda gola con le pareti verticali serrate tra loro, tra le quali scorre il corso d’acqua si arriva fino alla spiaggia dei Maronti.

Per fare questa esperienza è indispensabile essere allenati nell’arampicata sportiva muniti di corde e tutto il necessario, magari accompagnati da un’escursionista esperto selezionato tra le tante guide del posto.