













La prima testimonianza sul Borgo della Conoscenza risale al 1674 in occasione della visita del Cardinale Corsini alla chiesa intitolata alla beata vergine Maria in Camporlecchio.
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reperto storico
reperto toponimo
"L’area su cui sorge il Borgo della Conoscenza è costituita da tre edifici e da una vasta area verde che comprende il bosco, un uliveto, un vigneto. All’interno dell’area si trovano una tartufaia ed un piccolo lago naturale.
L’edificio principale, probabilmente settecentesco, ma costruito su un nucleo più antico, poteva essere in origine una casa colonica - nata durante la grande ripresa agricola toscana del Settecento - o forse un piccolo convento. Si tratta di un’architettura suggestiva, non per la ricercatezza dei prospetti, estremamente semplici, ma per la purezza del volume, in cui prevalgono i pieni e dove i vuoti sono di piccole dimensioni. Volume esaltato dal fascino del colore terra di Siena bruciata dei mattoni. La loggia, altro elemento architettonico dell’edilizia toscana, è leggibile nel disegno degli archi di mattoni al primo piano.
A questo originario parallelepipedo è stato addossato, in epoca successiva, un secondo volume al piano terra, anch’esso costruito in mattoni. Come nella tipologia classica del luogo, la distribuzione interna dell’edificio prevede la sovrapposizione dell’abitazione al rustico. Al piano terreno trovano infatti spazio la stalla, la cantina, i magazzini, il pollaio e l’erbaio. Al piano superiore le camere sono disposte intorno alla cucina posta al centro.
La scala esterna protetta da tettoia, caratteristica dell’architettura rurale toscana, è un motivo che ritroviamo nel secondo edificio, volumetricamente più articolato, la cui cellula primitiva poteva forse essere quella della torre.
La distribuzione funzionale interna è del tutto simile all’edificio precedente con stalla e stabbio al piano terra e l’abitazione al primo piano. Nell’800 si aggiunge un portico, destinato a fienile e, nella seconda metà del 900, una casa in mattoni forati. Il terzo edificio, per gran parte diroccato, contiene l’immancabile forno.
Architettura definita "minore" perché priva del linguaggio "aulico" dell’architettura "maggiore", ma di grande valore storico e architettonico, come testimonianza di una cultura artigianale di alto livello".
L’edificio principale, probabilmente settecentesco, ma costruito su un nucleo più antico, poteva essere in origine una casa colonica - nata durante la grande ripresa agricola toscana del Settecento - o forse un piccolo convento. Si tratta di un’architettura suggestiva, non per la ricercatezza dei prospetti, estremamente semplici, ma per la purezza del volume, in cui prevalgono i pieni e dove i vuoti sono di piccole dimensioni. Volume esaltato dal fascino del colore terra di Siena bruciata dei mattoni. La loggia, altro elemento architettonico dell’edilizia toscana, è leggibile nel disegno degli archi di mattoni al primo piano.
A questo originario parallelepipedo è stato addossato, in epoca successiva, un secondo volume al piano terra, anch’esso costruito in mattoni. Come nella tipologia classica del luogo, la distribuzione interna dell’edificio prevede la sovrapposizione dell’abitazione al rustico. Al piano terreno trovano infatti spazio la stalla, la cantina, i magazzini, il pollaio e l’erbaio. Al piano superiore le camere sono disposte intorno alla cucina posta al centro.
La scala esterna protetta da tettoia, caratteristica dell’architettura rurale toscana, è un motivo che ritroviamo nel secondo edificio, volumetricamente più articolato, la cui cellula primitiva poteva forse essere quella della torre.
La distribuzione funzionale interna è del tutto simile all’edificio precedente con stalla e stabbio al piano terra e l’abitazione al primo piano. Nell’800 si aggiunge un portico, destinato a fienile e, nella seconda metà del 900, una casa in mattoni forati. Il terzo edificio, per gran parte diroccato, contiene l’immancabile forno.
Architettura definita "minore" perché priva del linguaggio "aulico" dell’architettura "maggiore", ma di grande valore storico e architettonico, come testimonianza di una cultura artigianale di alto livello".



















