Anatocismo bancario spiegato facile

Gen 13, 18 Anatocismo bancario spiegato facile

Molti hanno sentito parlare più di una volta, probabilmente, di anatocismo bancario, ma effettivamente non sanno di preciso di cosa si tratti. Vediamo una spiegazione facile per tutti in modo da dare almeno un’idea, uno spunto per chi ha necessità di sapere di cosa si tratti e un punto di partenza per chi invece vorrà approfondire.

Anatocismo bancario, non è conveniente al correntista

L’anatocismo bancario è una prassi, o meglio, un’attività che svolgono le banche per capitalizzare gli interessi trimestralmente a debito del correntista o di capitalizzare gli interessi annualmente a credito del correntista. Cosa vuol dire?  Capitalizzare gli interessi significa che degli interessi fruttano un capitale, quindi se questi vengono pretesi ogni trimestre, e in più su questi interessi si pagano ulteriori interessi, si avrà un discreto capitale dal debito del correntista. Facciamo subito un esempio. Se un correntista deve restituire 5 euro alla banca, in un anno pagherà, mettiamo, 1 euro di interessi. Col frazionamento trimestrale, invece, si vanno a pagare anche gli interessi sull’euro di interessi! Il calcolo è di un totale di 6 euro l’anno, questi sei euro vengono divisi al trimestre e per tanto si va a pagare l’interesse trimestrale sulla cifra intera.

Il correntista creditore, invece, riceve il suo credito una volta all’anno, si capisce così che questo sistema è assolutamente a svantaggio del correntista e a tutto vantaggio delle banche.

L’anatocismo è vietato dalla legge

anatocismoIn realtà questa pratica è vietata. Lo dice il codice civile  nell’art. 1238: “In mancanza di usura contrari, gli interessi scaduti possono produrre interessi solo dal giorno dalla domanda giudiziale o per effetto di convenzione posteriore alla loro scadenza, e sempre che si tratti di interessi dovuti per sei mesi”. Nonostante questo espresso divieto, le banche, per oltre un cinquantennio hanno applicato l’anatocismo alle forme di prestito concesse. Si potrebbe pensare che finalmente oggi non è più così, invece ci sono ancora delle forme di anatocismo ben nascoste.

Con le sentenze della Cassazione del 1999 si ha una svolta, si stabilisce infatti che gli interessi scaduti non possono produrre altri interessi ogni trimestre. Nessun anatocismo potrebbe essere applicato dalle banche in sostituzione di quello trimestrale: la Cassazione Civile, con sentenza numero 9127 del 6 maggio del 2015 ha stabilito che non si può applicare la capitalizzazione nemmeno annuale degli interessi debitori. La capitalizzazione degli interessi, per tanto, deve avvenire solamente a fine rapporto.

Cosa comporta l’applicazione dell’anatocismo

Non è difficile fare un calcolo che evidenzia fin da subito come l’applicazione dell’anatocismo porti a una sorta di regime usuraio. Infatti, se si applica l’anatocismo bancario su conto corrente affidato, questo produce una crescita del debito esponenziale dato che l’aumento degli interessi viene calcolato sul capitale e sugli interessi stessi, come abbiamo visto. Questi interessi maggiorati, come si deduce, producono a loro volta altri interessi che portano all’applicazione di maggiori importi di Commissione di Massimo Scoperto, il che significa che se il conto va fuori fido, gli interessi che si generano possono diventare davvero molto elevati.

Secondo la Cassazione è possibile recuperare gli indebiti pagati a titolo di anatocismo a partire dall’apertura del rapporto fino a oggi. Il diritto del correntista di richiedere le somme versate a titolo di anatocismo va in prescrizione non entro i 10 anni dalla chiusura del conto ma per saperlo si deve atuare un complesso sistema di calcolo.